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Le farmacie presidi d'emergenza

Negli ultimi 50 anni le farmacie hanno saputo evolversi in modo straordinario, diventando “smart” ben prima che questo termine entrasse nel linguaggio comune. Oggi, più che mai, la farmacia rappresenta un punto di riferimento essenziale per cittadini e pazienti, non solo per la dispensazione del farmaco, ma come vero presidio sanitario territoriale.


Se all’inizio del secolo scorso il farmacista era la figura centrale della comunità, oggi lo è l’intera struttura: un team di professionisti qualificati, pronti a rispondere a bisogni sempre più complessi.


Ma possiamo fare un passo in più.

E se alcune farmacie diventassero mini presidi d’emergenza?


Immaginiamo per un attimo un modello evoluto in cui la farmacia, già radicata sul territorio e facilmente accessibile, possa offrire assistenza H24 per bisogni sanitari a bassa complessità ma ad alta urgenza percepita: medicazioni, valutazioni infermieristiche, gestione di piccoli eventi acuti, supporto al paziente fragile.


Il beneficio sarebbe duplice:


* Per il cittadino, che riceverebbe una risposta immediata, competente e vicino a casa

* Per il sistema sanitario, in particolare per il Pronto Soccorso, che verrebbe alleggerito da una quota significativa di accessi impropri.


I dati nazionali indicano che circa il 40% degli accessi in pronto soccorso potrebbero essere gestiti in setting alternativi, come il domicilio o l’ambulatorio territoriale. È qui che la farmacia può giocare un ruolo chiave.


Un modello sostenibile è possibile.

Un sistema di questo tipo potrebbe essere supportato finanziariamente da una compartecipazione:


* intervento istituzionale (ad esempio il Ministero della Salute) per una quota prevalente

* partecipazione del cittadino per una parte residuale, a fronte di un servizio rapido ed efficace


Non si tratta di un’utopia, ma di una naturale evoluzione di ciò che già esiste.

Il ruolo dell’infermiere: una risorsa strategica poco sfruttata.


Molte farmacie hanno già integrato al loro interno uno studio infermieristico o collaborano con professionisti sul territorio. L’infermiere oggi non è solo esecutore, ma un professionista in grado di:


* valutare il bisogno assistenziale

* gestire situazioni cliniche a bassa complessità

* educare il paziente

* fare da ponte con il medico


Il cittadino, spesso, non è ancora pienamente consapevole di questa evoluzione.


La vera domanda è: le farmacie vogliono cogliere questa opportunità? Molto probabilmente, si.

Le farmacie hanno già dimostrato di saper anticipare i cambiamenti, non subirli. Oggi hanno l’occasione di rafforzare ulteriormente il loro ruolo, diventando protagoniste attive nella gestione della salute territoriale.


Non è solo una visione.

È un’opportunità concreta.

E come tutte le grandi innovazioni, parte da un’idea.


Enzo Ferrari diceva; "se hai un sogno, allora puoi realizzarlo". Aggiungiamo, se lo facciamo assieme diventa più facile.

L'associazione AVA4.0 oggi può presentare e offrire questa opportunità ad alcune farmacie di Bologna, Milano, Roma, Torino basta solo dedicare pochi minuti per informarsi.


 
 
 

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